49) Bakunin. Critica all'idealismo.
Il materialismo  un pensiero che parte dal basso per andare verso
l'alto. Ci  conforme all'esperienza e alla natura. L'idealismo
invece percorre la via opposta, che  assurda e richiede la
rinuncia all'uso della ragione.
M. Bakunin, Dio e lo Stato (vedi manuale pagina 224, nota 23).
Ben lungi dal seguire la via naturale dal basso in alto,
dall'inferiore al superiore, e dal relativamente semplice al pi
complicato; in luogo d'accompagnare saggiamente, razionalmente in
movimento progressivo e reale dal mondo chiamato inorganico al
mondo organico, vegetale, animale, poi specialmente umano; dalla
materia o dall'essere chimico, alla materia all'essere vivente, e
dall'essere vivente all'essere pensante gli idealisti, come
ossessi, ciechi, sospinti dal fantasma divino che essi hanno
ereditato dalla teologia, infilano la via assolutamente contraria.
Essi vanno dall'alto al basso, dal superiore all'inferiore, dal
complicato al semplice. Essi cominciano da Dio sia come persona,
sia come sostanza o idea divina, e il primo passo che essi fanno 
un terribile precipizio dalle altezze sublimi dell'eterno ideale
nel fango del mondo materiale; dalla perfezione assoluta nella
imperfezione assoluta, dal pensiero all'essere, o piuttosto
dall'essere supremo al nulla. Quando, come e perch l'Essere
divino, eterno, infinito, il perfetto assoluto, probabilmente
annoiato di se stesso, si sia deciso a questo salto mortale
disperato, ecco ci che nessun idealista, teologo n metafisico n
poeta ha mai saputo comprendere egli medesimo n spiegare ai
profani. Tutte le religioni passate e presenti e tutti i sistemi
di filosofia trascendentale girano su questo unico ed iniquo
mistero.
E' evidente come questo terribile mistero sia inesplicabile, vale
a dire assurdo, perch l'assurdo soltanto non si lascia spiegare.
E' evidente che chiunque ne ha bisogno per la sua felicit, per la
sua vita, deve rinunciare alla ragione, e ritornare se pu, alla
fede ingenua, cieca, stupida; ripetere con Tertulliano e con tutti
i credenti sinceri queste parole che riassumono la quintessenza
stessa della teologia:
Credo quia absurdum.
Allora ogni discussione cessa, e rimane la stupidit trionfante
della fede.
M. Bakounine, Dio e lo Stato, G. Nerbini, Firenze, 1903, pagine 28-
29.
